DISTURBO SOMATOFORME: SINTOMI E CURA
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Il disturbo somatoforme, noto anche come disturbo psicosomatico, è caratterizzato da uno o più sintomi fisici di natura cronica, che inducono un individuo a sperimentare sintomi fisici in risposta a un disagio psicologico.
Il disturbo somatoforme provoca uno o più sintomi corporei, compreso il dolore. I sintomi possono o meno essere riconducibili a una causa fisica, comprese condizioni mediche generali, altri disturbi psicologici o abuso di sostanze. Ma a prescindere, causano livelli di angoscia eccessivi e sproporzionati. I sintomi possono coinvolgere uno o più organi e sistemi corporei diversi. |
Le persone con disturbo somatoforme non fingono i loro sintomi. L'angoscia che provano per il dolore e altri problemi che sperimentano sono reali, indipendentemente dal fatto che si possa trovare o meno una spiegazione fisica. E l'angoscia dei sintomi influisce in modo significativo sul funzionamento quotidiano.
Questo tipo di disturbo può creare molto stress e frustrazione in chi ne soffre. Si è preoccupati dei sintomi fisici, particolarmente della loro gravità. Per queste persone, i problemi di salute rappresentano il più delle volte l’aspetto più importante della loro vita, l’unico argomento su cui incentrare la propria esistenza e questo crea un circolo vizioso che può persistere per anni.
Questo tipo di disturbo può creare molto stress e frustrazione in chi ne soffre. Si è preoccupati dei sintomi fisici, particolarmente della loro gravità. Per queste persone, i problemi di salute rappresentano il più delle volte l’aspetto più importante della loro vita, l’unico argomento su cui incentrare la propria esistenza e questo crea un circolo vizioso che può persistere per anni.
Puoi approfondire il significato di disturbo psicosomatico e il suo funzionamento nella relazione mente-corpo leggendo il nostro articolo dedicato:
→ Che cos’è un disturbo psicosomatico
→ Che cos’è un disturbo psicosomatico
Inoltre, se desideri capire meglio in che modo lo stress incide sul corpo, leggi:
→ Stress: sintomi fisici e segnali da non ignorare
→ Stress: sintomi fisici e segnali da non ignorare
I disturbi psicosomatici spesso si accompagnano anche a disturbi d'ansia
L’associazione tra sintomi psicosomatici e ansia è estremamente frequente. Questo perché, quando il livello di ansia aumenta, il corpo attiva una serie di risposte fisiologiche – come tensione muscolare, alterazioni del respiro, aumento del battito cardiaco, disturbi gastrointestinali – che possono essere percepite come segnali di una possibile malattia.
A loro volta, questi sintomi generano ulteriore preoccupazione, alimentando un ciclo in cui l’ansia amplifica le sensazioni corporee e le sensazioni corporee accrescono l’ansia.
Chi soffre di disturbi psicosomatici tende inoltre a essere molto attento ai segnali del proprio corpo. Questa iper-vigilanza porta a notare ogni minima variazione fisica, interpretandola spesso come un potenziale sintomo preoccupante, anche quando non lo è.
Con il tempo, questa sensibilità corporea può rinforzare comportamenti come la richiesta ripetuta di visite mediche, il controllo costante del corpo o la ricerca di rassicurazioni, mantenendo alta l’attivazione ansiosa.
Non è raro che compaiano anche sintomi tipici dell’ansia, come difficoltà di concentrazione, irrequietezza, sensazione di “allarme”, insonnia o bisogno di controllare continuamente il proprio stato di salute.
In alcuni casi il disturbo psicosomatico può essere associato a veri e propri disturbi d’ansia, come il disturbo d’ansia generalizzata o il disturbo di panico, rendendo ancora più intenso il vissuto di preoccupazione per il proprio corpo.
A loro volta, questi sintomi generano ulteriore preoccupazione, alimentando un ciclo in cui l’ansia amplifica le sensazioni corporee e le sensazioni corporee accrescono l’ansia.
Chi soffre di disturbi psicosomatici tende inoltre a essere molto attento ai segnali del proprio corpo. Questa iper-vigilanza porta a notare ogni minima variazione fisica, interpretandola spesso come un potenziale sintomo preoccupante, anche quando non lo è.
Con il tempo, questa sensibilità corporea può rinforzare comportamenti come la richiesta ripetuta di visite mediche, il controllo costante del corpo o la ricerca di rassicurazioni, mantenendo alta l’attivazione ansiosa.
Non è raro che compaiano anche sintomi tipici dell’ansia, come difficoltà di concentrazione, irrequietezza, sensazione di “allarme”, insonnia o bisogno di controllare continuamente il proprio stato di salute.
In alcuni casi il disturbo psicosomatico può essere associato a veri e propri disturbi d’ansia, come il disturbo d’ansia generalizzata o il disturbo di panico, rendendo ancora più intenso il vissuto di preoccupazione per il proprio corpo.
È molto comune che chi vive questo disturbo presenti anche disturbi d’ansia o panico. Puoi trovare maggiori informazioni qui:
→ Disturbo d’ansia: sintomi e come riconoscerlo
→ Attacchi di panico: cosa sono e come affrontarli
→ Disturbo d’ansia: sintomi e come riconoscerlo
→ Attacchi di panico: cosa sono e come affrontarli
Sintomi del disturbo somatoforme
I sintomi fisici di solito iniziano prima dei 30 anni, talvolta nell’infanzia. Il più delle volte si presenta con molti sintomi, ma altre volte si presenta solo con uno, tipicamente il dolore.
I sintomi possono essere specifici come il dolore addominale o vaghi come l’affaticamento. Qualsiasi parte del corpo può essere oggetto di preoccupazione.
Molte persone affette da tale disturbo sono convinte di avere sintomi fisici che richiedono attenzione medica. Per tale motivo, continuano tipicamente a fare pressione sui medici per potersi sottoporre a esami aggiuntivi o a una loro ripetizione, nonché a trattamenti, anche dopo che un’attenta valutazione medica non ha rilevato nulla o niente di grave.
I sintomi possono affievolirsi o peggiorare, ma continuano a persistere e si risolvono completamente solo di rado.
I sintomi possono essere specifici come il dolore addominale o vaghi come l’affaticamento. Qualsiasi parte del corpo può essere oggetto di preoccupazione.
Molte persone affette da tale disturbo sono convinte di avere sintomi fisici che richiedono attenzione medica. Per tale motivo, continuano tipicamente a fare pressione sui medici per potersi sottoporre a esami aggiuntivi o a una loro ripetizione, nonché a trattamenti, anche dopo che un’attenta valutazione medica non ha rilevato nulla o niente di grave.
I sintomi possono affievolirsi o peggiorare, ma continuano a persistere e si risolvono completamente solo di rado.
Approfondimento sui sintomi più frequenti
🔹Sensazioni dolorose
🔹 Disturbi gastrointestinali
🔹 Disturbi cardiocircolatori e respiratori
🔹 Disturbi neurologici
🔹 Stanchezza e affaticabilità. Una sensazione di fatica costante, difficoltà a concentrarsi o sensazione di “debolezza generale”, spesso presente da mesi o anni.
- Mal di testa persistenti
- Dolore addominale ricorrente
- Dolori muscolari o articolari senza causa apparente
- Mal di schiena cronico
🔹 Disturbi gastrointestinali
- Nausea
- Gonfiore o meteorismo
- Difficoltà digestive
- Episodi alternati di diarrea e stitichezza
🔹 Disturbi cardiocircolatori e respiratori
- Palpitazioni
- Sensazione di “fiato corto”
- Oppressione al petto
- Vertigini o sensazione di svenimento
🔹 Disturbi neurologici
- Formicolii o intorpidimenti
- Sensazioni di calore o freddo improvvisi
- Tremori
- Sensazione di “testa leggera”
🔹 Stanchezza e affaticabilità. Una sensazione di fatica costante, difficoltà a concentrarsi o sensazione di “debolezza generale”, spesso presente da mesi o anni.
Approfondimento sulle cause
Il disturbo somatoforme non nasce da una causa unica, ma da un intreccio di fattori biologici, psicologici e ambientali. Più che un problema del corpo, è un modo particolare – e inconsapevole – di reagire a stress, emozioni o difficoltà interne.
🔹 1. Fattori psicologici
🔹 2. Ipervigilanza corporea. Le persone che soffrono di questi disturbi sono spesso molto attente alle sensazioni del corpo. Notando ogni minimo cambiamento, possono interpretarlo come segnale di pericolo. Questo aumenta lo stress e intensifica la percezione del sintomo.
🔹 3. Condizionamento e apprendimento. Se durante l’infanzia o l’adolescenza i sintomi fisici venivano associati a cure, attenzione o protezione, si può imparare inconsciamente a esprimere il disagio attraverso il corpo.
🔹 4. Eventi di vita stressanti. Lutti, separazioni, conflitti, cambiamenti improvvisi o situazioni emotivamente difficili possono scatenare o aggravare i sintomi.
🔹 5. Fattori biologici. Le persone con disturbo somatoforme possono avere un sistema nervoso più sensibile agli stimoli corporei, una maggiore reattività allo stress o una soglia più bassa per la percezione del dolore.
🔹 6. Aspetti culturali e familiari. In alcune famiglie o contesti culturali, è più accettabile parlare dei sintomi fisici piuttosto che di quelli emotivi. Questo contribuisce a esprimere il disagio attraverso il corpo.
Il circolo sintomo–ansia–sintomo
Un elemento fondamentale del disturbo è il circolo di mantenimento:
🔹 1. Fattori psicologici
- Stress prolungato
- Ansia eccessiva riguardo alla salute
- Difficoltà a riconoscere e gestire le emozioni
- Tendenza al pensiero catastrofico
🔹 2. Ipervigilanza corporea. Le persone che soffrono di questi disturbi sono spesso molto attente alle sensazioni del corpo. Notando ogni minimo cambiamento, possono interpretarlo come segnale di pericolo. Questo aumenta lo stress e intensifica la percezione del sintomo.
🔹 3. Condizionamento e apprendimento. Se durante l’infanzia o l’adolescenza i sintomi fisici venivano associati a cure, attenzione o protezione, si può imparare inconsciamente a esprimere il disagio attraverso il corpo.
🔹 4. Eventi di vita stressanti. Lutti, separazioni, conflitti, cambiamenti improvvisi o situazioni emotivamente difficili possono scatenare o aggravare i sintomi.
🔹 5. Fattori biologici. Le persone con disturbo somatoforme possono avere un sistema nervoso più sensibile agli stimoli corporei, una maggiore reattività allo stress o una soglia più bassa per la percezione del dolore.
🔹 6. Aspetti culturali e familiari. In alcune famiglie o contesti culturali, è più accettabile parlare dei sintomi fisici piuttosto che di quelli emotivi. Questo contribuisce a esprimere il disagio attraverso il corpo.
Il circolo sintomo–ansia–sintomo
Un elemento fondamentale del disturbo è il circolo di mantenimento:
- Compare un sintomo fisico reale (dolore, tensione, tachicardia).
- La persona lo interpreta come segnale di malattia.
- Questa interpretazione genera ansia.
- L’ansia aumenta l’attivazione corporea.
- L’attivazione amplifica il sintomo iniziale.
- Il sintomo conferma la paura → ricomincia il ciclo.
La psicoterapia: uno strumento di supporto
Il disturbo tende spesso a diventare persistente se non viene affrontato in modo adeguato, perché i sintomi – pur essendo reali – si intrecciano con modalità di pensiero, abitudini e reazioni emotive che possono alimentarsi nel tempo. La combinazione di ansia, iperattenzione al corpo, continue ricerche di rassicurazione medica e paura che i sintomi peggiorino può creare un circolo difficile da interrompere senza un sostegno professionale.
Molte persone vivono lunghi periodi di frustrazione, confusione o senso di incomprensione, soprattutto quando gli esami medici risultano nella norma ma i sintomi continuano a essere presenti. Per questo motivo è fondamentale riconoscere che il disturbo somatoforme non è “nella testa”, né è una finzione: è un modo reale e concreto con cui il corpo esprime un disagio psicologico o emotivo che fatica a trovare altre vie di comunicazione.
Un intervento tempestivo può ridurre sensibilmente la frequenza e l’intensità dei sintomi, migliorare la qualità della vita e aiutare la persona a sviluppare un nuovo modo di ascoltare il proprio corpo senza temerlo.
Molte persone vivono lunghi periodi di frustrazione, confusione o senso di incomprensione, soprattutto quando gli esami medici risultano nella norma ma i sintomi continuano a essere presenti. Per questo motivo è fondamentale riconoscere che il disturbo somatoforme non è “nella testa”, né è una finzione: è un modo reale e concreto con cui il corpo esprime un disagio psicologico o emotivo che fatica a trovare altre vie di comunicazione.
Un intervento tempestivo può ridurre sensibilmente la frequenza e l’intensità dei sintomi, migliorare la qualità della vita e aiutare la persona a sviluppare un nuovo modo di ascoltare il proprio corpo senza temerlo.
Per approfondire come funziona il lavoro terapeutico puoi leggere anche:
→ Psicoterapia come funziona
→ Psicoterapia come funziona
Trattamento dei disturbi psicosomatici
La psicoterapia può aiutare il cambiamento individuale dei pensieri e dei comportamenti, attraverso l’apprendimento di nuove strategie per gestire il dolore, lo stress e migliorare il proprio funzionamento.
In particolare, esistono studi che dimostrano l’efficacia del Training Autogeno sul trattamento dei disturbi da sintomi somatici e disturbi correlati.
Se vuoi capire meglio in cosa consiste:
→ Training Autogeno: benefici e come funziona
In particolare, esistono studi che dimostrano l’efficacia del Training Autogeno sul trattamento dei disturbi da sintomi somatici e disturbi correlati.
Se vuoi capire meglio in cosa consiste:
→ Training Autogeno: benefici e come funziona
Scarica la Guida Gratuita al Training Autogeno
Un metodo semplice ed efficace per rilassare corpo e mente. Il Training Autogeno è particolarmente utile anche per gestire le crisi di ansia, tensione muscolare e insonnia.
Una accurata valutazione consente di stabilire dei percorsi terapeutici personalizzati che possano permettere di lavorare sulle proprie aree di debolezza e di mobilitare nel contempo le proprie risorse.
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Bibliografia
- American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). Washington, DC: Author
- Andrews, G., et al. (2003). Trattamento dei disturbi d’ansia. Centro Scientifico Editore, Torino
- Deary, V., Chalder, T., Sharpe, M. (2007). The cognitive behavioural model of medically unexplained symptoms: a theoretical and empirical review. Clin Psychol Rev. 2007 Oct;27(7):781-97.
- Di Giuseppe, R., Doyle, K.A., Dryden, W., Backx, W. (2014). Manuale di terapia razionale emotiva comportamentale. Raffaello Cortina Editore, Milano.
- Ellis, A. (1989). Ragione ed emozione. Casa editrice Astrolabio, Roma
- Metacognitive Therapy. J Adolesc Young Adult Oncol. 2015 Jun;4(2):64-9.
- Porcelli, P. (2009). Medicina psicosomatica e psicologia clinica. Modelli teorici, diagnosi e trattamento. Raffaello Cortina Editore, Varese.
- Shapiro, S. (2013). Lasciare il passato nel passato. Casa editrice Astrolabio, Roma.
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